Strumenti musicali

Gli Strumenti Musicali

La fisarmonica

Diatonica (semitoun) e Cromatica (armòni)

Gli-strumenti-1-FisarmonicaSecondo una leggenda molto diffusa, Christian Friedrich Ludwig Buschmann (1805 – 1864) fabbricante di strumenti musicali, fu l’inventore dell’armonica a bocca e della fisarmonica. Ufficialmente però lo strumento (chiamato Akkordeon) fu brevettato soltanto nel 1829, ad opera del viennese Cyrillus Damian. Agli inizi si trattò di uno strumento da salotto, che accompagnava le quadriglie o altre danze colte. Verso la fine del XIX° secolo divenne strumento popolare in tutta Europa: la sua diffusione soppianterà strumenti più antichi come la ghironda o la piva, e sostituirà l’uso del violino per accompagnare i balli. La fisarmonica si diffuse anche nell’area pinerolese a sostegno dei balli tradizionali come la courento, la bouréo, la valso, la pouëlcro e la mazouërcoLa fisarmonica è uno strumento ad ancia libera. L’ancia è una sottile linguetta di metallo (argento, rame ottone, acciaio) o di canna : è fissata alla base di una piastrina metallica rettangolare con un’apertura centrale. Sotto la spinta dell’aria, compressa dall’azione della chiusura o apertura del soffietto, l’ancia vibra liberamente ed emette un suono. Esistono due tipi ben distinti di fisarmonica: quella “diatonica”, più antica (localmente chiamata semitoun), in cui l’estensione o la compressione del soffietto danno luogo all’emissione di due note di altezza diversa; quella “cromatica”, più recente (armòni), in cui i due movimenti del soffietto

Il Violino

Violon

Violino-1aEstella Louisa Michaela Canziani, pittrice e scrittrice, di ritorno da un viaggio sulle Alpi pubblicò un interessante resoconto relativo agli usi e costumi dei valligiani (“Piedmont”, Londra, 1913) in cui si legge, a proposito della val Pragelato, che “Il violinista era colui che faceva ballare tutto il villaggio e qualunque fosse la danza, quando a lui piaceva, aveva il diritto di alzare il tono di alcune note e questo era il segnale perché i ballerini e le ballerine si baciassero l’un l’altra”.Violino-3

Secondo il musicologo Paolo Della Giovanna, il violino nasce come strumento destinato all’esecuzione della musica da ballo. I suoi antenati sono strumenti ad arco diffusi fin dall’antichità in tutto il mondo: per limitarsi all’Europa, la viella (chiamata anche fidula, vièle, vielle) era uno strumento musicale a corde molto diffuso nel Medioevo.

La lira da braccio rinascimentale appartiene alla stessa famiglia dei cordofoni e ne è probabilmente l’evoluzione. Le fonti più antiche riguardanti il violino documentano la sua nascita all’inizio del XVI secolo. Secondo la tradizione, i primi violini con la stessa forma e accordatura usata ancora oggi sono stati costruiti nel Nord Italia, a Cremona (Andrea Amati), Brescia (Gasparo da Salò), Venezia (Ventura Linarol). Tuttavia sappiamo che questi strumenti ad arco si diffusero nello stesso periodo in varie parti d’Europa: oltre all’Italia settentrionale, in Francia (Parigi e Lione), in Germania, Belgio ed Olanda, a Praga.
Nel panorama musicale popolare del Pinerolese il violino, impiegato principalmente a supporto della danza, conosce la sua massima diffusione nel corso del XIX° secolo, specialmente in Val Chisone e in val Germanasca.

Il clarinetto

Clarinétto

DennerJohann Christoph Denner, nato a Lipsia nel 1655, proveniva da una famiglia di costruttori di strumenti a fiato. Nel 1678, insieme ai suoi due figli Jacob e Johann David, intraprese il mestiere di liutaio. Secondo la sua testimonianza, avrebbe sviluppato e costruito il primo clarinetto intorno al 1690. In realtà, il primo clarinetto marchiato Jacob Denner è datato 1710, cioè tre anni dopo la morte di Johann Christoph. Nato come strumento d’orchestra, il clarinetto divenne, intorno alla metà del XIX° secolo e quindi un po’ prima della fisarmonica, strumento popolare. A questo strumento è stata spesso affidata la trasmissione di molte melodie tradizionali, in particolare arie di danze, molto diffuse in tutta l’area alpina e nel Pinerolese. ClarinettoLo strumento di antica fattura venne in seguito sostituito da un modello più moderno, costruito secondo il sistema inventato da Theobald Böhm intorno al 1840 per il flauto traverso. 

La sua grande diffusione tra gli strumentisti tradizionali fece sì che in breve tempo il nuovo clarinetto diventasse il protagonista delle danze popolari, spesso in abbinamento alla fisarmonica, grazie alla bravura di suonatori dotati di una tecnica raffinata. Le nostre valli hanno dato i natali a molti clarinettisti virtuosi, che hanno fatto danzare (e lo fanno tuttora) generazioni di ballerini tradizionali. Il principio funzionale del clarinetto è quello dell’ancia semplice, stretta tra le labbra del suonatore e fatta vibrare in modo da produrre un suono modulato attraverso i fori disposti lungo il tubo, aperti o chiusi mediante un sistema di chiavi e palette mobili.

La ghironda

La vioulo

Ghironda-3Ghironda-1La ghironda è uno strumento molto antico, le cui origini sembrano doversi ricercare in ambito religioso.

All’inizio del X° secolo, un trattato attribuito all’abate Oddone di Cluny descrive per la prima volta lo strumento, chiamato “organistrum”. E’ lo strumento musicale dei chierici, che accompagna i canti liturgici nelle chiese. Sul portale della cattedrale di Santiago de Compostela, datato 1183, l’ organistrum è suonato da due Cavalieri dell’Apocalisse.

Ghironda-2Sostituita dall’organo nell’uso liturgico intorno al XIII° secolo, la ghironda diventa la compagna dei menestrelli ambulanti, poi dei mendicanti itineranti.

A partire dal XVII° secolo, la nobiltà scopre lo strumento e lo adotta a corte: un liutaio di Versailles, tale Baton, non esitò a segare i manici dei suoi liuti per trasformare le casse armoniche di questi strumenti in ghironde. Anche celebri autori come Antonio Vivaldi scrissero brani per questo strumento, che fu suonato persino dai membri della famiglia reali di Francia.

Verso la fine del XVIII° secolo la ghironda passò dalla corte alle strade di Parigi, tra le mani di suonatori stravaganti e misteriosi. Anche nelle campagne si diffuse l’uso di questo strumento, grazie a molti suonatori ambulanti. Strumenti dalle fattezze rustiche vennero costruiti un po’ ovunque nell’Europa francofona e occitana, dalla Lorena al Midi. A partire dall’Ottocento la ghironda si affermò in tutta l’Occitania, probabilmente anche nelle nostre valli, per fornire un accompagnamento ritmico alle danze popolari.

Recentemente molti gruppi e solisti del Pinerolese hanno ripreso l’uso di questo antico strumento e un liutaio pragelatese, Guido Ronchail, ne ha intrapreso la costruzione producendo magnifici esemplari.

Ghironda-5Ghironda-6Il principio di funzionamento della ghironda è quello degli strumenti a corda, messa in vibrazione da una ruota colofonata cui il suonatore imprime una rotazione con una manovella. Una tastiera varia la tensione delle corde consentendo di emettere note di altezza diversa. Ci sono poi corde fisse (bordoni) che forniscono un accompagnamento e un dispositivo particolare (la trompette) costituito da un ponticello mobile, mediante il quale si produce una vibrazione che sottolinea il ritmo della musica eseguita.

Il suonatore di ghironda

La donazione della Famiglia Cesare Boni ha permesso al Museo di recuperare il ricordo di un grande musicista che ha dato vita a gruppi musicali e che ha prodotto libri ed incisioni che tutt’oggi testimoniano la grande tradizione orale del territorio.

Allestimenti del Centro Etnomusicale "Pier Giorgio Bonino"

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