Presepi nella tradizione popolare, Santos de provence, Bambole dal mondo e Multivisione.

PRESEPI NELLA TRADIZIONE POPOLARE, SANTONS DE PROVENCE, BAMBOLE DAL MONDO E MULTIVISIONE.

DA SABATO 7 DICEMBRE 2019 AL MUSEP DI PINEROLO.

Da  sabato  7 dicembre  il MUSEP e il Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese    con sede  in Palazzo Vittone a Pinerolo  presentano   al pubblico  una plurimostra: omaggio al Natale attraverso  i presepi  nella tradizione popolare,  i “Santons de Provence”,  una colorata incursione  nella particolarità del mondo delle bambole e dei preziosi costumi dal mondo e una multivisione su “un Natale d’Arte”.

Un allestimento  ideale per  immergersi nell’atmosfera  delle feste  natalizie, che  vivono anche dei ricordi dell’infanzia degli adulti e delle  sorprese  e del fascino  del presepe, dei personaggi,  delle statuine  raffiguranti i mestieri  e il viaggio attorno al mondo attraverso   bambole e costumi.

Per i presepi  sono in mostra  natività  provenienti dalla collezione di Danilo Giuliano. Statuine di Maria e di Giuseppe, del Bambino,  del bue e dell’asinello e i  personaggi  rappresentanti i mestieri, in cartapesta, gesso e terracotta  per  spaziare nel tempo  e fino ad arrivare agli anni ’50  del  Novecento.

Costituiscono una presentazione  unica  per il territorio   l’esposizione  dei Santons, con l’ allestimento e ricerca  storica di Paola Di Biccari;  “anime d’argilla”, provenienti da una collezione privata.  

I Santons sono statue d’argilla  è la loro origine risale alla fine del Settecento,  quando  durante  la rivoluzione vennero chiusi in Francia i luoghi pubblici di culto. Ecco quindi l’idea geniale del marsigliese Jean Louis Lagnel (1764 – 1822) di  creare  delle piccole statue, i Santons, per poter creare nell’intimità domestica il proprio presepe. Rapidamente l’idea venne ripresa in tutta la Provenza e in particolare a Aubagne, per la presenza di un argilla  facilmente lavorabile, dove ancora oggi molti atelier producono santons che rappresentano i mestieri tipici della zona: pescatori, pastori, fornai, filatrici, ma anche venditrici di fiori, frutta, lumache e pesci.

In realtà, sembra che sia un altro il motivo che ha spinto gli artigiani francesi a produrre i santons: cercare di arginare la diffusione dei “santi belli”, statuine provenienti dall’Italia. Tentativo riuscito: il successo dei santons crebbe con il passare degli anni, anche grazie alle citazioni del poeta Mistral e agli acquerelli del pittore Dellepiane.

Nella  mostra  del Musep  compaiono i nomi di alcuni dei più famosi “santonniers” della metà del Novecento: Carbonel, Jouglas, Chave, Peirano, Scaturro e Di Landro; molti di loro hanno ricevuto il titolo di migliore ouvrier de France. Con stili e tecniche diverse (argilla grezza o dipinta, oppure statuine completamente vestite con stoffe provenzali) i santonniers hanno saputo tramandare di padre in figlio la tradizione popolare, insegnare alle nuove generazioni la loro arte e trasmettere llo spirito  della Provenza nelle loro creazioni.

Sempre in questa esposizione  viene presentata ai visitatori una parte  della  collezione  di  bambole da tutto il mondo nei costumi tipici e tradizionali,  ma anche folkloristici  di  Osvalda Dalmasso. L’iniziativa  è stata resa possibile con il contributo della figlia Rosanna che  l’ha seguita per tutta la vita, alla ricerca di  queste  bambole e ricordi da tantissime nazioni.  Si tratta di una novità che  potenzia il percorso che il museo ha dedicato alla  collezione di costumi popolari  delle valli del torinese  e alle preziose  bambole di Gaby Parodi Hauser nei costumi   delle comunità dell’arco alpino da lei realizzate. 

Realizzata  da  Remo Caffaro,  negli spazi  museali,  verrà proiettata la multivisione “un Natale d’Arte”. La bellezza  ed unicità  dell’arte  espressa  sulla Natività  attraverso i secoli.

“Già lo scorso anno  abbiamo  voluto  offrire al pubblico e ai visitatori del Museo  un  focus  storico culturale  sul presepe,  aspetto  popolare, sociale e tradizionale e l’iniziativa  è piaciuta molto.  L’esposizione è stata per molti  anche l’opportunità   per scoprire  le diverse e ricche  collezioni del Musep. Da qui l’impegno a dare prosecuzione all’offerta estenendola a più indirizzi e  anche curiosità.     spiegano la Presidente Alessandra Maritano  e il Direttore Ezio Giaj – . Per questo va riconosciuta la disponibilità  e collaborazione dei collezionisti, del Direttivo, degli esperti  e di tutti coloro che  fattivamente  operano per e con  il Centro Arti e Tradizioni Popolari del Pinerolese, d’intesa con l’Amministrazione della Città di Pinerolo. “

L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Pinerolo, Turismo Torino e Provincia e  altri organismi.

La mostra   verrà inaugurata  sabato 7 dicembre  alle ore 17.30. Sarà  visitabile  fino a domenica 12 gennaio 2020  il  sabato dalle 16 alle 18 e domenica dalle 10.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18, giorni  feriali  dalle  16 alle 19. Informazioni  contattando  i numeri telefonici: 0121.374505 (mattino) e 335.5922571.

Ingresso gratuito  all’inaugurazione  e  su invito,   a seguire ingresso   con tessera  MUPI  a Euro 5 valida un anno  e  con  possibilità di visitare i 9 musei   del Sistema Musei Pinerolo.  Gratuito under 18,  possessori  Abbonamento MUSEI,  disabili  e altre categorie di soggetti.  Info: www.musep.itwww.turismotorino.org – .www.comune.pinerolo.to.it.

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